Home arrow Editoriale arrow Tecnologia arrow TECNICHE DI UTILIZZO DI MICROFONI PER LA REGISTRAZIONE
spacer
advertisement.png, 0 kB
Advertisement
spacer
spacer

Manifestazioni

Musica
Letteratura

Slideshow

statistica PRO

90.378Visitatori:
15Visitatori oggi:
68Visitatori ieri:
95,23Visitatori per giorno:
663.280Pagine lette:
422Pagine lette oggi:
585Pagine lette ieri:
23Pagine lette da te:
 
02-02-2008Stat. Attivo dal:
TECNICHE DI UTILIZZO DI MICROFONI PER LA REGISTRAZIONE PDF Stampa E-mail
sabato 02 febbraio 2008
Indice articolo
TECNICHE DI UTILIZZO DI MICROFONI PER LA REGISTRAZIONE
Pagina 2
Pagina 3
Pagina 4

Registrazione live 

L'alta fedeltà ha coinvolto, negli anni passati, appassionati che, come me, hanno dedicato moltissimo tempo a perfezionare l'impianto Hifi nel tentativo di raggiungere il massimo della qualità della riproduzione sonora. La discussione sulla qualità delle apparecchiature di riproduzione audio (casse acustiche, amplificatori valvolare o a circuiti solidi, preamplificatori, giradischi, cavetti..) spesso diventava il vero motivo dell'ascoltare musica . Gli argomenti spaziavano dal cavetto a poli dorati, dalla classe degli stadi finali dell'amplificatore , dall'allineamento della testina del giradischi. C'era anche chi sosteneva che ad alterare la qualità dell'ascolto e della ricostruzione della scena sonora era il piccolo altoparlante della sveglia elettrica comprata da poco e ingenuamente poggiata sul mobile nell'angolo del salotto.

wmicrofono.jpgCon l'avvento dei primi CD il confronto con il vinile non lasciava dubbi! Il suono digitale era freddo, privo di definizione, piatto con mancanza assoluta di profondità della scena sonora. Nessuno credeva o volle credere che la facilità d'uso del nuovo supporto avrebbe rivoluzionato il modo di riprodurre e registrare musica sostituendo le grandi bobine dei registratori magnetici ed il vinile degli LP. Oggi la tecnologia digitale permette di raggiungere una qualità eccellente nella registrazione di eventi sonori. Ovviamente il bassissimo rumore residuo e la capacità dinamica della riproduzione digitale, condiziona non poco la scelta dei microfoni e delle apparecchiature da utilizzare. Buone apparecchiature, comunque, non garantiscono una buona qualità di ripresa audio se alla base non si hanno delle conoscenze di tecnica di ripresa microfonica. E' necessario anche distinguere fra tecniche di microfonaggio per riprese di grandi orchestre, di musica da camera e solisti e tecniche di microfonaggio per la ripresa di gruppi rock. Quello che mi interessa descrivere sono le esperienze fatte con il microfonaggio stereofonico, usato appunto per la ripresa di orchestre, di musica da camera e solisti. Questa tecnica cattura un evento sonoro nel suo insieme. Usando due microfoni per la registrazione stereofonica, nel riascolto, fra i due monitor, le immagini sonore dei vari strumenti rispettano la collocazione della ripresa, la profondità, la distanza dell'insieme dall'ascoltatore, il senso di spazialità dell'ambiente acustico. La profondità, la prospettiva e l'ambienza, sono da considerarsi componenti importanti delle sonorità della musica classica, che vengono ascoltati dagli spettatori. Ne consegue che una coppia di microfoni posizionati ad una certa distanza è la soluzione migliore per riprendere le dinamiche degli strumenti, preservare il bilanciamento dell'insieme musicale voluto dal compositore e ottenere una riproduzione così come la percepisce il pubblico. La registrazione audio stereofonica è destinata alla riproduzione in ambiente domestico dove si presuppone che l'impianto stereofonico sia di alta qualità e posizionato correttamente , che la distanza tra i due diffusori e l'ascoltatore sia rispettata , che la fase di emissione dei diffusori sia corretta. Una misurata collocazione dei diffusori acustici serve per la ricostruzione dell'immagine stereofonica, cioè la sensazione di riascoltare tra i diffusore la posizione degli strumenti e le altre sorgenti sonore così come ascoltate nell'esecuzione dal vivo. 

Ritornando ai microfoni dobbiamo distinguere tra microfoni dinamici, a condensatore e a nastro . La distinzione e nella tecnica che utilizzano per convertire i segnali acustici in segnali elettrici. Senza entrare nel dettaglio tecnico quelli che secondo me hanno le migliore caratteristiche per riprese stereofoniche dal vivo sono i microfoni a condensatore. Un buon microfono a condensatore ha una risposta in frequenza ampia e piatta, una buona qualità sonora, un'alta sensibilità ed un'ottima risposta ai transienti. I microfoni hanno diverse risposte polari rappresentabili attraverso un diagramma che li classifica in tre categorie fondamentali: omnidirezionale, unidirezionale e bidirezionale. Il microfono omnidirezionale ha la stessa sensibilità per i suoni provenienti da tutte le direzioni, l'unidirezionale ha la massima sensibilità per i suoni provenienti dalla parte anteriore, il bidirezionale è sensibile ai suoni provenienti davanti e dietro. I microfoni unidirezionale si suddividono in cardioide, supercardioide e ipercardioide. Le differenze sono proprio legate al diverso angolo di sensibilità ai suoni che ne condiziona la ripresa e di conseguenza l'utilizzo. Quando si desidera una ripresa totale con la riverberazione dell'ambiente, una buona risposta alle basse frequenze, maggiore libertà dell'effetto prossimità, basso costo; si utilizzano microfoni omnidirezionali. Quando si vuole evitare di riprendere le caratteristiche acustiche dell'ambiente, il rumore di fondo, attuare tecniche di registrazione stereofoniche, si utilizzano microfoni direzionali.

 



 
< Prec.   Pros. >
spacer
pw_rightubuntuApachePerlMySqlphpconservatoriviolaJoomlapw_left
spacer
© 2010 Accademia di Musica Lettere e Arti Senocrito
Joomla! un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.