|
Pagina 1 di 4
Registrazione live
L'alta fedeltà ha coinvolto,
negli anni passati, appassionati che, come me, hanno dedicato
moltissimo tempo a perfezionare l'impianto Hifi nel tentativo di
raggiungere il massimo della qualità della riproduzione
sonora. La discussione sulla qualità delle apparecchiature di
riproduzione audio (casse acustiche, amplificatori valvolare o a
circuiti solidi, preamplificatori, giradischi, cavetti..) spesso
diventava il vero motivo dell'ascoltare musica . Gli argomenti
spaziavano dal cavetto a poli dorati, dalla classe degli stadi finali
dell'amplificatore , dall'allineamento della testina del giradischi.
C'era anche chi sosteneva che ad alterare la qualità
dell'ascolto e della ricostruzione della scena sonora era il piccolo
altoparlante della sveglia elettrica comprata da poco e ingenuamente
poggiata sul mobile nell'angolo del salotto.
Con l'avvento dei primi CD il confronto
con il vinile non lasciava dubbi! Il suono digitale era freddo, privo
di definizione, piatto con mancanza assoluta di profondità
della scena sonora. Nessuno credeva o volle credere che la facilità
d'uso del nuovo supporto avrebbe rivoluzionato il modo di riprodurre
e registrare musica sostituendo le grandi bobine dei registratori
magnetici ed il vinile degli LP. Oggi la tecnologia digitale permette di
raggiungere una qualità eccellente nella registrazione di
eventi sonori. Ovviamente il bassissimo rumore residuo e la capacità
dinamica della riproduzione digitale, condiziona non poco la scelta
dei microfoni e delle apparecchiature da utilizzare. Buone
apparecchiature, comunque, non garantiscono una buona qualità
di ripresa audio se alla base non si hanno delle conoscenze di
tecnica di ripresa microfonica. E' necessario anche distinguere fra
tecniche di microfonaggio per riprese di grandi orchestre, di musica
da camera e solisti e tecniche di microfonaggio per la ripresa di
gruppi rock. Quello che mi interessa descrivere sono
le esperienze fatte con il microfonaggio stereofonico, usato appunto
per la ripresa di orchestre, di musica da camera e solisti. Questa
tecnica cattura un evento sonoro nel suo insieme. Usando due
microfoni per la registrazione stereofonica, nel riascolto, fra i due
monitor, le immagini sonore dei vari strumenti rispettano la
collocazione della ripresa, la profondità, la distanza
dell'insieme dall'ascoltatore, il senso di spazialità
dell'ambiente acustico. La profondità, la prospettiva e
l'ambienza, sono da considerarsi componenti importanti delle sonorità
della musica classica, che vengono ascoltati dagli spettatori. Ne
consegue che una coppia di microfoni posizionati ad una certa
distanza è la soluzione migliore per riprendere le dinamiche
degli strumenti, preservare il bilanciamento dell'insieme musicale
voluto dal compositore e ottenere una riproduzione così come
la percepisce il pubblico. La registrazione audio stereofonica è
destinata alla riproduzione in ambiente domestico dove si presuppone
che l'impianto stereofonico sia di alta qualità e posizionato
correttamente , che la distanza tra i due diffusori e l'ascoltatore
sia rispettata , che la fase di emissione dei diffusori sia corretta.
Una misurata collocazione dei diffusori acustici serve per la
ricostruzione dell'immagine stereofonica, cioè la sensazione
di riascoltare tra i diffusore la posizione degli strumenti e le
altre sorgenti sonore così come ascoltate nell'esecuzione dal
vivo.
Ritornando ai microfoni dobbiamo
distinguere tra microfoni dinamici, a condensatore e a nastro . La
distinzione e nella tecnica che utilizzano per convertire i segnali
acustici in segnali elettrici. Senza entrare nel dettaglio tecnico
quelli che secondo me hanno le migliore caratteristiche per riprese
stereofoniche dal vivo sono i microfoni a condensatore. Un buon
microfono a condensatore ha una risposta in frequenza ampia e piatta,
una buona qualità sonora, un'alta sensibilità ed
un'ottima risposta ai transienti. I microfoni hanno diverse risposte
polari rappresentabili attraverso un diagramma che li classifica in
tre categorie fondamentali: omnidirezionale, unidirezionale e
bidirezionale. Il microfono omnidirezionale ha la stessa sensibilità
per i suoni provenienti da tutte le direzioni, l'unidirezionale ha la
massima sensibilità per i suoni provenienti dalla parte
anteriore, il bidirezionale è sensibile ai suoni provenienti
davanti e dietro. I microfoni unidirezionale si
suddividono in cardioide, supercardioide e ipercardioide. Le
differenze sono proprio legate al diverso angolo di sensibilità
ai suoni che ne condiziona la ripresa e di conseguenza l'utilizzo.
Quando si desidera una ripresa totale con la riverberazione
dell'ambiente, una buona risposta alle basse frequenze, maggiore
libertà dell'effetto prossimità, basso costo; si
utilizzano microfoni omnidirezionali. Quando si vuole evitare di
riprendere le caratteristiche acustiche dell'ambiente, il rumore di
fondo, attuare tecniche di registrazione stereofoniche, si utilizzano
microfoni direzionali.
|