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CHI SIAMO
Accademia di
Musica Lettere e Arti Senocrito
PRESIDENTE: Prof.
Francesco Nicita
VICEPRESIDENTE: Dott.
Pier Domenico Mammì
SEGRETARIO - TESORIERE : Bruno Pelle
DIRETTORE ARTISTICO: M°
Loredana Pelle
SOCIO ONORARIO: prof.
Gaudio Incorpora
ADDETTO STAMPA: Emanuela Ientile
SEDI ASSOCIAZIONE:
Gerace (RC), c.da Zomino (sede
istituzionale)
Gerace (RC), Palazzo Tribuna, p.zza
Tribuna (sede operativa)
Agnana Calabra (RC), via A. Moro.
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Musica e canto, arti figurative
e architettura, arti
marziali e poesia fiorirono, già nel VII secolo a.c. e
perdurarono fino al V secolo, a Locri Epizefiri che fu patria del
mitico Zaleuco, considerato il primo legislatore del mondo
occidentale. Gli atleti olimpici Agesidamo, Eutimo ed Euticle, noti
in tutta la Grecia, i filosofi Timeo, Euticatre e Aerione, maestri di
Platone, le poetesse Teano e Nosside, rivali della grande Saffo, il
citarista Eunomo e il musico poeta SENOCRITO, offrono a Pindaro la
chiara visione che Locri Epizefiri è la città in cui la
musica, la poesia e l'arte del combattimento fiorirono
contemporaneamente: "La Giustizia governa la città dic
Locri Epizefiria, cui stanno a cuore Calliope ed Ares che bronzee ha
l'armi." (Pindaro, X Olimpica).
Nel naufragio della
poesia e della musica della Magna Grecia[ del VII secolo
a. C., un nome emerge attraverso la testimonianza di molti storici e
poeti dell'antichità: Senocrito di Locri Epizefiri, nato
cieco, secondo la tradizione. Lo storico Timeo di Taormina tramanda
di un agone tra Senocrito, Eunomo, anch'egli locrese, e Aristone
reggino, mentre testimonianze attribuite a Plutarco annoverano
Senocrito tra i grandi musici di tutta la civiltà dell'antica
Grecia assieme a Taleta, cretese, che a Sparta, con il locrese, con
Senodamo, Polimnesto e Secada, fondò la nuova scuola musicale.
Le testimonianze di Pindaro,
interpretate da Schmid-Stahlin e da Mancuso, fanno pensare che
Senocrito abbia introdotto a Locri l'nnovazione di Sparta, apportando
ai canti corali, originariamente legati al culto di Apollo, elementi
dionisiaci, trasformando il peana apollineo in una sorta di ballata
con canti e danze mimiche, accompagnate dalla cetra e dal flauto
(Iporchema).
Si può affermare, stando a
taluni riferimenti pindarici, che a Locri esisteva una vera e propria
armonia composta da Senocrito, che, secondo Callimaco, "creò
l'armonia italica".
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